Le miniere di zolfo di Cabernardi
Tra le colline dell’entroterra marchigiano, Cabernardi conserva la memoria di una delle più importanti realtà minerarie italiane. Per quasi un secolo, l’estrazione dello zolfo ha trasformato profondamente questo piccolo centro di Sassoferrato, attirando lavoratori da territori vicini e lontani e dando vita a una comunità strettamente legata alla miniera. Quello che rimane oggi è un paesaggio in cui storia industriale, memoria del lavoro e vita quotidiana continuano a intrecciarsi.
Il Parco Archeominerario di Cabernardi permette di attraversare questo passato a cielo aperto: il pozzo Donegani, i forni Gill, i calcaroni, la centrale termica e il piano inclinato raccontano le diverse fasi della lavorazione dello zolfo e restituiscono forma a un mondo che per decenni ha segnato l'economia e l'identità del territorio. L’area, recuperata e rinaturalizzata dopo la chiusura della miniera, conserva oggi le tracce dell’antico insediamento industriale immerse nel paesaggio delle colline marchigiane.
A completare il percorso c’è il Museo Comunale della Miniera di Zolfo, dove strumenti, fotografie, documenti e minerali raccontano non solo il lavoro nel sottosuolo, ma anche la vita delle persone che intorno alla miniera hanno costruito la propria comunità. È una storia fatta di fatica e di trasformazioni, ma anche di appartenenza: quella di un luogo che ha saputo conservare la propria memoria e renderla accessibile alle generazioni di oggi.
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