San Giorgio Morgeto
Arrivando a San Giorgio Morgeto, sulle pendici dell’Aspromonte, il borgo appare disposto a gradinata lungo il colle, con i resti del castello a dominarne la sommità. Le sue origini affondano nella storia antica della Calabria e il centro conserva ancora l’impianto medievale, fatto di vicoli stretti, scalinate e case addossate le une alle altre. È un paese da attraversare lentamente, lasciandosi guidare dalla conformazione delle sue strade e dalle tracce di epoche diverse che emergono ad ogni angolo.
Il Castello Angioino-Normanno, costruito tra il IX e il X secolo, domina l’abitato dall’alto e apre lo sguardo sulla Piana di Gioia Tauro. Poco più in basso, l’antico convento dei Domenicani racconta un’altra pagina della storia culturale del borgo: qui, nel Cinquecento, studiò e prese i voti Tommaso Campanella, il filosofo della Città del Sole. Il complesso conserva ancora il suo chiostro e la memoria di un luogo che per secoli fu centro di studio e di vita religiosa.
Ma San Giorgio Morgeto non è soltanto un borgo da osservare: è una comunità in cui la memoria continua a prendere forma attraverso le tradizioni. Tra queste spicca il presepe artistico animato, nel quale antichi mestieri e scene della vita contadina vengono restituiti attraverso figure in movimento, insieme alle feste religiose e alla Festa Medievale che ogni anno riportano nelle strade costumi, musiche e racconti del passato. Un patrimonio fatto di luoghi e di gesti, che ancora oggi contribuisce a definire l’identità del paese.
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