Paesaggi sentimentali
PAESAGGI SENTIMENTALI costituisce il rafforzamento del metodo di Fondazione
Riusiamo l’Italia attraverso una serie di strumenti che permettono nuovi percorsi di
creazione del valore rispetto alla sua missione di riutilizzare il patrimonio abbandonato.
Attraverso la realizzazione di PAESAGGI SENTIMENTALI si produce un incremento delle
possibilità di creare valore territoriale attraverso il riuso creativo di spazi vuoti o
sottoutilizzati rispetto alle idee, le aspirazione e i talenti delle giovani generazioni e della
comunità locale. Fondazione Riusiamo l’Italia sviluppa progetti di riuso e rigenerazione
urbana, di formazione e trasferimento di competenze specifiche, di studi di fattibilità, di
supporto ai sistemi ospitali integrati, di consulenza di processo, di messa a punto di
modelli di redditività organizzativa e gestionale e tanto altro.
PAESAGGI SENTIMENTALI, pur basato sull’aggregazione di componenti semplici testati
in molti progetti già sviluppati con successo, si può esprimere compiutamente attraverso
vari meccanismi di progressività e scalabilità per sviluppare sistemi territoriali ad
intelligenza emotivamente distribuita e diffusa da gestire in forma partecipata e con
modalità generative e non estrattive.
Il modello consiste nell’applicazione della “Teoria dell'apprendimento situato” basati
sull’interazione tra metodi e strumenti sia analogici che digitali (Digital Humanities).
Attraverso PAESAGGI SENTIMENTALI Fondazione Riusiamo l’Italia ha potuto aggiornare
le stime relative al potenziale della rigenerazione urbana rispetto al alcuni parametri di
sviluppo socio-economico a scala nazionale. In tale ottica sussistono tutte le
caratteristiche per fare della rigenerazione urbana un leva finanziaria a basso rischio per il
rilancio del sistema – paese, mettendo al centro dell’azione la nuova visione del futuro
espressa dalle giovani generazioni. In tale ottica l’economia di scala più appropriata per la
promozione di PAESAGGI SENTIMENTALI è definita dai seguenti parametri aggregati a
livello complessivo:
riuso del 3 % del patrimonio dismesso a destinazione non residenziale;
circa 60.000 spazi;
circa 120 spazi per ogni contesto di area vasta, con riferimento alle 500 aree storiche e
culturali, terre identitarie italiane.
In tale scenario, secondo Fondazione Riusiamo l’Italia, i principali impatti diretti annuali
attualizzati, calcolati come unità di intervento, ovvero come PROFILO MEDIO PER OGNI
SPAZIO risulta di 12 occupati; 36 volontari/cittadini attivi/processi inclusione; 8.500
cittadini interconnessi/gravitanti; oltre 300 mila di fatturato medio/annuo; oltre a un
rilevante impatto socio-economico sul singolo contesto in termini di riattivazione di
dinamiche di “economia fondamentale”.
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