Abbazia di Chiaravalle
L’Abbazia di Chiaravalle, sito culturale, religioso e artistico di rilevanza nazionale e internazionale del XII secolo, fu fondata nel 1135 ed è tutt’oggi popolata da una comunità di monaci cistercensi. Situata alle porte di Milano, in una zona periferica al confine tra area urbanizzata e campagna agricola, e composta dagli ambienti più propriamente claustrali- la chiesa e il chiostro- dalle zone più propriamente lavorative- l'azienda agricola e i laboratori di autoproduzione- dalle aree di diretto contatto con i visitatori – la Bottega di rivendita e il Ristoro- e dalle parti specializzate nella didattica e nelle iniziative culturali - il Mulino e il suo orto medievale, il cenobio è uno dei più importanti siti storici, artistici, culturali e paesaggistici della Lombardia e luogo di pregio del Parco Agricolo Sud Milano.
Il Mulino, risalente al XIII secolo, pur essendo nella zona di clausura, è lo spazio dedicato alla fruizione di cittadini, turisti e studiosi. Solcato da una roggia, il cui utilizzo da parte del cenobio è attestato già dal 1138, esso si è rivelato per secoli luogo di attività lavorativa dei monaci, nella funzione dell’Ora et Labora basata sulla Regola di San Benedetto. Beneficiario di un complesso restauro conservativo curato dal Parco Agricolo Sud Milano tra il 1998 e il 2009, la struttura è gestita dalla cooperativa sociale Koinè, affinché, non più luogo lavorativo della comunità monastica, potesse divenire un centro polifunzionale di valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio.
Il Mulino si è rivelato il luogo adatto per attivare numerosi percorsi di educazione alla sostenibilità nel rispetto degli storici valori monastici che vivificano la struttura da quasi nove secoli. Il valore dell’autoproduzione, così caro ai cistercensi per l’imposizione dell’autosufficienza dettato dalla Regola di San Benedetto, è stato sviluppato nei percorsi dedicati alla trasformazione. Un forno a legna ha permesso l’attivazione di corsi di panificazione dedicati agli adulti, mentre un laboratorio di erboristeria con l'alambicco ospita corsi di riconoscimento, catalogazione e trasformazione delle officinali, rinvigorendo in questo modo sapienza e cultura monastica nel campo dello studio delle piante, officinali e medicamentose. Le scuole di ogni ordine e grado hanno potuto sperimentare percorsi dedicati alla scoperta dell’abbazia, dei suoi tesori e della cultura monastica attraverso attività didattiche sulla cultura miniaturista e sulla creazione di colori naturali, sulla conoscenza del territorio incentrato sulla coltura irrigua della marcita, sui grani, le farine, le erbe e le loro trasformazioni e hanno sperimentato il lavoro nell’orto, le tecniche e gli strumenti per custodirlo.
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