Giro d'Italia
Il motto del Giro d’Italia d’Epoca “le ruote nella polvere, lo sguardo nel futuro” riassume esattamente la sua filosofia e i suoi valori. Il Giro d’Italia d’Epoca infatti nasce dall’amore per il ciclismo più puro: quello del passato. Un passato in cui era lo sport più seguito d’Italia, che aveva il potere, con un campione nostrano sul podio, di sventare un colpo di stato o evitare una rivoluzione. Ma questo amore contiene anche una consapevolezza assolutamente attuale e rivoluzionaria: quella che quel passato lì, semplice e vero, fatto di natura ancora incontaminata, rispetto per il denaro e cura degli oggetti, possa essere un buon esempio e per ripensare al nostro modo di vivere contemporaneo che, evidentemente, così com’è non funziona più.
Ed è per questo che Il Giro d'Italia cerca di far crescere il numero di persone che scelgono di praticare il ciclismo vintage e un turismo “leggero” in tutti i sensi, sia per loro stessi che per il pianeta. Godendosi i paesaggi che con le loro scelte contribuiscono a mantenere vivi, belli e sani. Godendosi il buon cibo vero, quello di una volta, che viene fatto lì, dove lo si consuma, che nutre il corpo, ma non solo, dà energia e benessere anche ai territori dove si produce. Godendosi le pedalate fatte al ritmo che si vuole, “tirando” o chiacchierando, fermandosi ai ristori qualche minuto di troppo, perchè tanto, la classifica proprio non c’è, e il vincitore è chi questa gioia la fa durare più a lungo di tutti.
Se il ciclismo è sostenibile, il ciclismo del Giro d’Italia d’Epoca lo è molto di più.
Perché interpreta l’economia circolare delle tre R in modo totale e pervasivo: recupera, restaura e riutilizza vecchie biciclette e abbigliamento, e quest’ultimo, quando non è recuperato, è comunque realizzato in materiali naturali e non sintetici. È sostenibile in tutti gli ambiti: ambientale, perché tende a conservare l'ambiente naturale al meglio, avendone cura e preservando lo stesso dall'eccesso di cementificazione; economico, perché ha costi accessibili; sociale, perché è inclusivo, adatto a tutti e territoriale in quanto sostiene lo sviluppo dei luoghi attraversati. Diffonde valori come fair play, sportività, solidarietà: le manifestazioni infatti sono non competitive e si svolgono in spirito di amicizia. Nessuno resta indietro, per uno che si ferma, lo aspettano in cinque. Educa i giovani a sfida, impegno, superamento dei propri limiti. Proprio così: per pedalare su biciclette pesanti dai rapporti duri e dalle ruote sottili, su strade bianche a volte dissestate e magari in salita, o peggio, in discesa, bisogna vincere le insicurezze e i timori e, come si dice, uscire dalla propria comfort zone. E anche per arrivare in fondo e non mollare, a volte, ci vuole tenacia. Porta a uno stile di vita attivo all’aria aperta.
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