Progetto di restauro dei tre modelli in cera su ardesia del monumento a Horatio Nelson
Il progetto riguarda il restauro conservativo di tre preziosi bassorilievi in cera rossa applicata su ardesia nera, realizzati da Antonio Canova e databili tra il 1806 e il 1808. Le opere raffigurano allegoricamente la nascita, la morte e la glorificazione dell’ammiraglio inglese Horatio Nelson, eroe della battaglia di Trafalgar, e sono strettamente connesse al progetto del monumento funebre concepito dall’artista.
I rilievi corrispondono alle scene presenti sul sarcofago del modello in gesso conservato presso il Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, configurandosi quindi come
preziosi bozzetti preparatori che documentano il suo processo creativo.
La tecnica utilizzata è la ceroplastica, una delle più antiche e raffinate pratiche scultoree, diffusa fin dall’antichità e ancora ampiamente utilizzata in età neoclassica. Grazie alla sua straordinaria duttilità, la cera consente infatti una resa minuziosa dei dettagli ed è stata a lungo impiegata come materiale privilegiato per modelli e studi preparatori destinati alla realizzazione di opere in materiali più durevoli.
Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, soprattutto nell’ambiente romano, si diffuse l’uso di bassorilievi in cera rossa applicati su ardesia nera, un contrasto cromatico che richiamava l’estetica dell’antichità classica e della decorazione pompeiana.
Attualmente i tre bassorilievi canoviani presentano condizioni conservative di estrema fragilità, dovute sia alla delicatezza materica intrinseca della cera sia ai danni accumulati nel tempo. In particolare, si riscontrano:
- numerose lacune e distacchi di frammenti, che compromettono la continuità delle superfici e mettono a rischio la salvaguardia delle opere;
- profonde fessurazioni della materia cerosa, con potenziale rischio di ulteriori distacchi;
- depositi superficiali e abrasioni, che alterano l’aspetto delle superfici;
- alterazioni e accumuli di particellato, che riducono la leggibilità delle scene;
- problematiche conservative dei supporti e delle cornici lignee, tra cui macchie superficiali e attacchi di insetti xilofagi.
A seguito dell’autorizzazione ministeriale della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova, Treviso e Belluno, l’intervento prenderà avvio con un’attenta fase di analisi dei rilievi. A questa seguiranno le operazioni di restauro, finalizzate alla stabilizzazione e alla corretta conservazione, nel pieno rispetto della loro autenticità storica.
L’intervento di restauro si articolerà pertanto nelle seguenti fasi operative:
- il consolidamento delle zone più fragili e la stabilizzazione delle parti a rischio distacco;
- il riposizionamento e l’incollaggio dei frammenti conservati;
- la sigillatura delle fessurazioni mediante uno stucco appositamente formulato e compatibile con il materiale originale;
- una pulitura graduale e controllata, effettuata attraverso la rimozione meccanica dei depositi e, dove necessario, mediante l’impiego localizzato di prodotti autorizzati testati preliminarmente.
Parallelamente saranno verificati i supporti in ardesia e trattate le cornici lignee con specifici prodotti antitarlo.
L’intervento sarà condotto nel pieno rispetto delle caratteristiche storiche e materiche delle opere, con l’obiettivo di conservare e trasmettere nel tempo questi rari e delicati testimoni del processo creativo canoviano.
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